(Verona) – Tra la metà di luglio e la metà di agosto, le temperature non sono state l’unica cosa a salire. Per la Fondazione Canossiana Voica ETS questi mesi si stanno rivelando “caldi” soprattutto per il ritmo incalzante delle partenze, per la passione educativa e per il desiderio di mettersi in gioco a servizio delle comunità nel mondo. Un’estate intensa, scandita da valigie pronte, abbracci alla partenza e rotte che uniscono popoli e continenti diversi.

Imperatriz e Datcha: i primi passi in Brasile e Togo

Il viaggio è iniziato a luglio con le prime missioni sul campo. Giorgia Boz e Davide Da Rold sono partiti alla volta di Imperatriz, in Brasile, portando energia e presenza in una realtà ricca di sfide e speranze. Parallelamente, il cammino ha toccato l’Africa con la partenza di don Marco Labate verso Datcha, in Togo, per un tempo di condivisione, vicinanza e servizio accanto alla comunità locale.

Malawi: una presenza al femminile

Da pochissimi giorni il testimone della missione è passato in Malawi. Qui sono giunte sr. Elizabeth Jara, e le volontarie Benedetta Bordogna , Diletta Bordogna e Giorgia Valerio , pronte a vivere un’esperienza profonda di incontro, camminando al fianco delle persone del posto con lo stile di prossimità che da sempre caratterizza l’impegno canossiano.

Il 14 agosto: rotta in Polonia per un’immersione interculturale

L’intenso programma estivo non si ferma qui. Il 14 agosto vedrà il via di un’esperienza del tutto speciale: la partenza per la Polonia per un percorso di immersione interculturale. A rendere unico questo appuntamento è la ricchezza della squadra partecipante, vero e proprio mosaico del mondo. Il gruppo vedrà infatti la presenza e il confronto tra storie, lingue e culture differenti, provenienti da Portogallo, Brasile, Albania, Italia e Timor 1 giovane Portoghese, due giovani italiane, due giovani albanesi, accompagnate da 7 sorelle canossiane di diverse nazionalità (italiana, brasiliana, timorense) che provengono dalle comunità di Porto, Vimercate, Verona, Albania, Polonia).

Un’occasione concreta per sperimentare come la fraternità non conosca confini e come la diversità sia una risorsa preziosa per costruire ponti.