Oggi, 8 settembre, celebriamo la Natività di Maria, Madre del Signore. È un giorno di gioia, ma anche l’inizio del Settenario alla Beata Maria Vergine Addolorata, quei sette giorni che ci preparano alla festa della Beata Maria Vergine Addolorata. Gioia e dolore si intrecciano fin dall’inizio, come si intrecciano nella vita di ogni famiglia.

Gesù stesso ci ha insegnato che, come suoi fratelli e sorelle, Maria è anche nostra Madre (cf. Mt 12, 46-50). Non una madre lontana, ma una che cammina con noi e soffre con noi. Per questo questo giorno ci invita a formare una vera famiglia con Gesù e Maria, lasciando che entrino nelle nostre case e nelle nostre ferite.

In questo contesto risuona la profezia del vecchio Simeone: «E anche a te una spada trafiggerà l’anima» (Lc 2, 35). Maria avrebbe saputo, da allora, che il suo amore per il Figlio l’avrebbe condotta fino al dolore più profondo: vederlo soffrire sulla croce.

Quel cuore trafitto è oggi specchio di tanti cuori: famiglie separate, case segnate dalla violenza, persone che vivono nella solitudine, altre che soffrono la povertà. In ciascuna di queste situazioni c’è un cuore trafitto, come quello di Maria.

Cominciare il settenario è, dunque, un atto di speranza: ricorrere alla Madre che ha conosciuto il dolore senza lasciarsi vincere da esso, perché ci insegni a sostenerlo con fede, sapendo che dopo la croce arriva la risurrezione.

Maria, Madre nostra, accompagna le famiglie ferite del nostro tempo. Insegnaci a rimanere fedeli nella prova e a trovare, insieme a te, la speranza che non delude. Amen.

SETTENARIO DELLA VERGINE ADDOLORATA

PRIMO GIORNO
Cristo dà la vita perché ama. Maria è ai piedi della croce perché ama.
Oggi, in tanti angoli del mondo, ci sono croci reali: malati che soffrono in solitudine, famiglie spezzate dalla violenza, persone che portano un dolore fisico o interiore che nessuno vede. Alla scuola di Maria impariamo ad amare suo Figlio accettando anche la nostra croce — fisica, morale e spirituale — senza fuggirne.
Maria, Madre della Carità ai piedi della Croce, prega per noi presso il tuo Figlio Gesù.

SECONDO GIORNO
L’amore sa offrire e sa offrirsi. Maria, ai piedi della Croce, offre al Padre il tesoro più prezioso della sua vita — Cristo Gesù — e offre se stessa.
In un mondo che insegna ad accumulare, a competere e a tenere tutto per sé, oggi scegliamo il contrario: offrire al Padre il nostro tempo, il nostro lavoro, le nostre relazioni, il nostro passato e il nostro futuro, con gli stessi sentimenti di Cristo in Croce e di Maria sotto la Croce.
Padre, ti offro tutta la mia vita, come Maria.

TERZO GIORNO
Il perdono è il dono perfetto dell’amore. Cristo sulla Croce perdona i suoi crocifissori… Maria, sotto la Croce, perdona tutti coloro che, in ogni tempo, continueranno a crocifiggere suo Figlio.
Viviamo circondati da ferite aperte: rancori familiari, divisioni sociali, discorsi di odio sui social, guerre che non cessano. Oggi, come Maria, apro il mio cuore al perdono concreto: verso quella persona, quella situazione, quella ferita che non ho ancora lasciato andare.
Insegnami, Madre, a perdonare come hai perdonato tu.

QUARTO GIORNO
L’amore è sempre accogliente e accoglie tutti. Con Giovanni, sentiamo che Maria ci ha accolti tutti nel suo Cuore.
Oggi pensiamo a coloro che la nostra società lascia ai margini: migranti e rifugiati, anziani dimenticati, persone con dipendenze, chi attraversa una crisi di salute mentale, chi si sente incompreso o invisibile dietro uno schermo. Come Maria, accogliamo nel nostro cuore chiunque soffre.
Preghiamo per loro e, se possibile, aiutiamoli concretamente, dimostrando con i fatti — non solo con le parole — il nostro amore.
Madre, aiutami a vedere e accogliere chi soffre accanto a me.

QUINTO GIORNO
L’amore non dorme. L’amore veglia. Offriamo con Maria e come Maria la nostra incapacità di donare, di soccorrere, di operare.
Ci sono dolori davanti ai quali ci sentiamo impotenti: catastrofi, guerre lontane, malattie senza cura, la povertà che non riusciamo a risolvere per quanto lo desideriamo. Oggi non nascondiamo questa impotenza: la offriamo anche a Dio, confidando che il nostro amore limitato, unito a quello di Cristo, ha valore.
Accogli, Padre, anche il mio amore impotente.

SESTO GIORNO
Prega chi crede. Prega chi ama. Maria accoglie nel silenzio l’offerta del Figlio e fa risuonare la stessa preghiera nel suo Cuore.
In mezzo al rumore costante di notifiche, notizie e vertiginosa fretta, oggi cerchiamo il silenzio per pregare davvero. La nostra preghiera, unita a quella di Cristo, sarà un’espressione più consapevole di fede, speranza e amore, e sarà presentata al Padre per le mani di Maria.
Madre, insegnami a pregare in silenzio, come te.

SETTIMO GIORNO
Dopo la sepoltura di Gesù, Maria attende nell’oscurità, con certa speranza, che l’ignominia della Croce si trasformi, il terzo giorno, nella gloria della Risurrezione — non solo del suo Figlio, ma di tutti coloro che Egli le ha affidato dalla Croce.
Anche noi attraversiamo oggi “sabati oscuri”: incertezza, crisi, momenti in cui sembra che il male vinca. Con Maria e come Maria sul Calvario, lasciamo che il nostro cuore si riempia della gioiosa speranza in Cristo, fonte della nostra salvezza e della nostra gloria.
Vergine della Speranza, aiutaci a sperare con fede nella vittoria della vita sulla morte.