Perse entrambi i genitori quando aveva soltanto otto anni.Avrebbe potuto diventare amareggiata. Avrebbe potuto perdere la speranza. Invece scelse di fidarsi di Dio. Il suo nome è serva di Dio suor Dalisay Lazaga, una religiosa filippina umile, la cui santità discreta continua ancora oggi a ispirare la Chiesa.
Nata il 17 marzo 1940 a Santa Rosa, Laguna, Dalisay conobbe il significato della sofferenza fin da piccolissima. Rimasta orfana da bambina, fu amorevolmente cresciuta dalla sorella maggiore. Pur segnata dalla perdita, divenne una giovane donna gioiosa, gentile e virtuosa, amata da tutti coloro che la conoscevano.
Diventò insegnante, dedicandosi con tutto il cuore all’educazione dei giovani. I suoi studenti la stimavano, i colleghi la rispettavano e molti pensavano che avrebbe vissuto una lunga e brillante carriera.
Ma Dio la chiamava a qualcosa di più grande.
Nonostante l’opposizione della famiglia, Dalisay rispose alla chiamata alla vita religiosa. Entrò nelle Figlie Canossiane della Carità di Santa Maddalena di Canossa e fece la prima professione religiosa il 2 febbraio 1966 in Australia. Tornata nelle Filippine, si dedicò all’insegnamento e alla formazione dei giovani cuori nell’amore di Cristo.
Il suo ministero, però, non sarebbe durato a lungo.
Nel novembre 1970, suor Dalisay si ammalò improvvisamente in modo grave. Dopo un intervento chirurgico, i medici scoprirono che soffriva di una malattia terminale e stimarono che le restassero solo tre mesi di vita.
All’inizio, lei non sapeva nulla della diagnosi. Continuava a sognare di poter servire Cristo per molti altri anni e di condurre molte anime più vicine a Lui.
Quando finalmente conobbe la verità, l’accolse con una pace straordinaria.
Non si lamentò. Non mise Dio in discussione.
Si abbandonò invece completamente alla sua santa volontà.
Con fede eccezionale, suor Dalisay offrì ogni dolore, ogni debolezza e ogni momento di sofferenza per la conversione dei peccatori e la salvezza delle anime. Coloro che si prendevano cura di lei furono profondamente toccati dalla sua serenità, dalla sua dolcezza e dalla sua incrollabile fiducia nella provvidenza di Dio.
Il 30 gennaio 1971, suor Dalisay consegnò serenamente la sua anima al Signore. Secondo chi era con lei, parlò di aver visto la Madonna, vestita come Regina e Patrona delle Suore Canossiane, che veniva ad accoglierla in Paradiso.
Sebbene non abbia mai fondato una congregazione religiosa né sia diventata famosa in vita, la sua testimonianza di virtù eroica ha continuato a portare frutto.
Con la diffusione della devozione a lei, molte persone riferirono grazie ricevute per sua intercessione. Riconoscendo la sua fama di santità, il Dicastero per le Cause dei Santi aprì ufficialmente la sua causa di beatificazione e canonizzazione il 28 giugno 2012, conferendole il titolo di Serva di Dio.
La vita di suor Dalisay ci ricorda che la santità non è riservata a coloro che compiono cose straordinarie agli occhi del mondo. La santità si trova nell’abbracciare fedelmente la volontà di Dio, nel portare le nostre croci con amore e nell’offrire le nostre sofferenze in unione con Cristo.
Ci insegna che la sofferenza non è priva di senso quando viene affidata a Dio. Unita alla Croce di Gesù, diventa un potente atto d’amore che può portare grazia a innumerevoli anime.
Possa il suo esempio ispirarci a confidare in Dio in ogni prova, ad accogliere la sua volontà con serenità e a trasformare le nostre sofferenze in preghiere per la salvezza del mondo.