(Roma) Dal 8 di marzo al 5 di aprile, la Comunità di San Michele a Roma ha accolto un gruppo di sorelle canossiane provenienti da Togo, Angola, São Tomé e Príncipe e Timor Leste per un corso di formazione carismatica. Sorella Imelda Coimbra, Provincia religiosa di San Giuseppe, condivide la sua testimonianza.

L’accoglienza a San Michele  e l’inizio della formazione

Veniamo da tante culture diverse, (Togo, Angola, São Tomè e Principe, Timor Leste), ma percepiamo un’unica atmosfera dello stesso carisma e della stessa spiritualità; con la nostra diversità ci arricchiamo a vicenda nella fede.

Il nostro percorso è iniziato il giorno prima della formazione, con l’arrivo a San Michele. Ci hanno accolte con molto affetto, con cuore di madre e sorella, e siamo state sistemate nelle case. Non mancava nulla di ciò che potevamo desiderare. Il giorno dopo abbiamo iniziato la nostra formazione carismatica con l’apertura della messa, celebrata da padre Tadeo Timada, FdCC. È proseguita con la breve storia della Casa di San Michele, la visita alla mostra e Madre Matilde ci ha fatto vedere il giardino attorno alla casa.

Maddalena di Canossa: scritti ed esperienza mistica e spirituale

Il giorno seguente, Madre Rosa Maria Rota ci ha aiutato a capire come leggere gli scritti di Santa Maddalena di Canossa; allo stesso tempo, Madre Sandra Maggiolo ci ha portato a riflettere sul cammino di Santa Maddalena di Canossa in sei condizione nella direzione spirituale di don Luigi Libera. Avevamo anche tempo per condividere la nostra cultura v

ivendo il Carisma e Spiritualità Canossiano dove le madri Missionarie hanno iniziato l’opera di Maddalena di Canossa. Arriviamo al momento in cui padre Andrea FdCC, nostro fratello canossiano, ci ha portato a entrare profondamente, corpo e anima, nel carisma e nella spiritualità canossiana, dicendo: 

Il cammino spirituale di Santa Maddalena Canossa si sviluppa attorno a cinque esperienze mistiche (circa 1795), che non sono episodi isolati, ma il cuore della sua vita carismatica. La quinta esperienza, legata al versetto “Inspice et fac secundum exemplar” (Guarda e agisci secondo l’esempio), rappresenta il punto centrale e il cambiamento decisivo del suo percorso. La vita spirituale di Maddalena si può riassumere in due fasi principali:

  • Interiorizzazione (1792–1799): con Don Libera, impara a vivere il carisma dentro di sé.
  • Fondazione (1800–1820): mette in pratica la carità, aprendo le opere.

In mezzo c’è un periodo di “incubazione” (1795–1811): 16 anni in cui l’esperienza mistica (dell’Inspice) matura in silenzio, fino a diventare missione concreta a Venezia.

Inspĭcĕre (Inspice) significa “Contemplare”, letteralmente l’azione di “guardare dentro”, cioè esaminare attentamente, rivedere, ispezionare, implica una  pausa con ciò che sta osservando. Inspĭcĕreesprime tutta la tensione emotiva: “contemplare nel senso di soffermarsi”, fermarsi e scrutare in tutte le sue pieghe la dedizione con cui Gesù si dona per il Padre e per tutti gli uomini. Non si tratta semplicemente di osservare un oggetto per riprodurne l’aspetto. Si tratta piuttosto di familiarizzare profondamente con l’umanità di Cristo, ammirarla, lasciarsi conquistare e attrarre da essa, ponendo in Lui tutte le proprie energie relazionali e tutto il proprio mondo interiore. Contemplare significa fissare la propria dimora nell’umanità del Crocifisso che rivela il cuore di Dio.

Facere secundum exemplar esprime gli effetti della contemplazione vissuta in questo modo. Il “fare” è la conformazione della propria umanità a quella del Crocifisso. Amando Dio con cuore umano, dimorando nell’umanità di Gesù sulla croce, si viene progressivamente trasformati da questa stessa relazione di unione, ritrovandosi dotati della capacità di amare l’umanità con cuore divino, con la stessa intensa passione del Padre. Făcĕre (Facere) significa “fare”: come un artista che guarda un modello e lo riproduce fedelmente.

Un’altro aspetto è l’apostolato canossiano come missione educativa oggi e come sfida educativa cosa vuol dire: Far conoscere e amare Gesù non significa solo spiegare bene con le parole la storia del Salvatore, ma soprattutto permettere agli altri di sperimentare l’umanità di Gesù attraverso la propria umanità. Cui Padre Andrea ci ha fatto capire spiegando come Maddalena  nell’introduzione della regola delle scuole parlava della necessità di “accogliere” e di offrire un posto a chi non ha posto.

Educare, istruire e abilitare

Dall’esperienza della missione canossiana concepita da Maddalena e dal Piano B.6 abbiamo estrapolato tre parole chiave, che sono: “Educare, istruire e abilitare”. Questi tre gesti sono un’unica azione educativa. Nascono dalla convinzione che ogni persona, qualunque sia la sua situazione, ha dentro di sé un valore sacro e il desiderio di realizzarsi come essere umano.

Infatti Padre Andrea ci ha spiegato questi tre verbi essenziali: 

Istruire vuol dire: prendersi cura di ciò che conta e della verità della vita dell’altro. Significa anche aprire nuovi orizzonti, aiutare gli altri a capire il mondo, mettere parole su ciò che vivono, dare voce alla loro esperienza, chiamare per nome quello che succede dentro e fuori di loro.”

Educare: Prendersi cura del cuore e della libertà degli altri, accompagnandoli a riconoscersi, a scoprire il proprio valore e a cercare la libertà e il bene.

Abilitare o empower: prendersi cura dell’autonomia e del protagonismo degli altri, consentendo loro di agire, svolgere un ruolo nel mondo e contribuire alla vita della comunità.

Maddalena di Canossa donna di fede

Alla fine, collegando tutte queste riflessioni, Madre Josephine Dusi ci ha introdotto alla vita di Maddalena di Canossa come donna di fede. Come ha vissuto la fede? In che modo? Qual è l’essenza della sua fede? Madre Josephine Dusi ha citato alcune frasi della Regola Scritta di Maddalena relative alla fede. Nella Regola Scritta di Maddalena si trovano questi scritti, in cui ella parlava dell’abbandono a Dio, della confidenza nella Provvidenza di Dio, della fiducia in Dio, della docilità a Dio, del passaggio dalla tentazione alla confidenza in Dio, e dell’obbedienza alla volontà di Dio.

Credo, spiritualità e discernimento

Anche Padre Bryan Lobo SJ, ci ha spiegato la differenza tra Credo e Spiritualità, e anche il discernimento secondo Ignazio di Loyola. Lui ha evidenziato varie prospettive teologiche, filosofiche e ecclesiastiche riguardo al concetto di Credo e Spiritualità. Ci ha fatto capire che il Credere è la sintesi dei contenuti essenziali della fede cristiana, una formula che riassume la verità dogmatica; invece la Spiritualità è un concetto più ampio, spesso definito come la capacità umana intrinseca di auto-trascendenza.

Ci ha parlato del discernimento spiegandocelo con qualche domanda e anche con qualche trattato sui casi. Per Ignazio, il discernimento è un cammino verso la pace, la serenità e la consolazione, perché così si è più disponibili alla volontà di Dio e lo Spirito Santo può agire meglio. Questo processo riguarda sia la psicologia sia la spiritualità, perciò serve un buon direttore spirituale.

Grazie!

Ringraziamo Dio per questo tempo di grazia, un tempo di ritorno e di rinnovamento della vita spirituale carismatica canossiana. Ringraziamo anche Madre Sandra Maggiolo e le sue consigliere per averci dato l’opportunità di approfondire, entrando nella vita carismatica in modo più tangibile e ricordando le esperienze vissute.

Ringraziamo umilmente la nostra Provincia e Delegazione, che ci hanno scelto per rinnovare la nostra fede vivendo il carisma e la spiritualità di un’unica Madre, che è Maddalena di Canossa. 

Sorella Imelda Coimbra