Proprio quando, quasi come in un passaggio di testimone, gli ultimi giorni del Giubileo hanno lasciato il passo al nuovo anno di speranza, le Madri Canossiane di Jakarta hanno vissuto momenti intensi di comunione, preghiera e missione, segnati dal desiderio di rinnovare il loro cammino spirituale e pastorale.
A partire dal Pellegrinaggio Giubilare della Speranza quando aspiranti, postulanti, Madri junior e senior di Jakarta hanno intrapreso un percorso che ha toccato quattro chiese della capitale: San Stefano a Cilandak, San Severino a Kampong Sawah, Stella Maris a Pluit e Santa Bernadette a Pinang.
In ogni comunità, le religiose sono state accolte dal calore dei gruppi pastorali laici, che –raccontano – le hanno ricevute “come si accoglie Gesù stesso”. In un climax (clima) carico di emozione e di raccoglimento, davanti alle grotte mariane di ogni chiesa, le Madri e le comunità hanno pregato insieme preparandosi spiritualmente al Natale.
L’anno nuovo è iniziato all’insegna della fraternità vissuta; don Andreas Sutio e don Antonius Sutatno hanno invitato le Madri Canossiane a partecipare alla S. Messa serale e a una cena comunitaria che ha rafforzato in loro il desiderio di continuare ad essere sempre più attive nella vita pastorale delle parrocchie dove già si spendono come ministri dell’Eucaristia, nel coro, nella catechesi e nelle attività dei gruppi di quartiere.
La Giornata dei Giovani Missionari, presieduta dal Cardinale Ignatius Suharyo, è stata benedetta, come un raggio di speranza luminosa, dalla partecipazione di centinaia di bambini e ragazzi provenienti da numerose parrocchie e da un nutrito gruppo di Canossiane.
Durante l’omelia, il Cardinale ha interagito con i giovani, invitandoli a riflettere sul Vangelo del giorno e sul significato del Battesimo di Gesù. Un dialogo semplice e stimolante, che ha colpito per le risposte sincere di alcuni bambini, in grado di riconoscere nella colomba il simbolo della purezza e della bontà di Gesù, Figlio amato del Padre. Segno concreto – come hanno raccontato le Sorelle coinvolte – che la speranza è davvero “nata ed è viva”.
Questa esperienza ha lasciato nelle Madri Canossiane l’augurio di lasciarsi “infiammare il cuore” per raggiungere tutti, in particolare i più giovani, con creatività, energia ed entusiasmo, libere di amare e servire senza stancarsi, mantenendo acceso il fuoco della missione, proprio come Santa Maddalena di Canossa.