Vita più – In arrivo il numero 30 di “Vita Più”, dedicato al futuro della Famiglia Canossiana

20 Agosto 2026

A settembre arriverà il nuovo numero di Vita Più, il numero 30. Questa volta le pagine della rivista approfondiranno il futuro della Famiglia Canossiana, con progetti, visioni e sogni. Il numero è già concluso, ma, per far attendere la rivista con ancora più desiderio, vengono anticipati la copertina e un breve articolo.

DOMANI “DI PIÙ”

“Trasmettete lo spirito dell’Istituto con integrità e perfezione a coloro che verranno”: Maddalena ci invita a essere fedeli alle nostre origini e, allo stesso tempo, creative nella carità, perché il vero amore è creativo, trova sempre nuovi modi di esprimersi. Il futuro dell’Istituto quindi dipenderà da quanto riusciremo a mantenere vivo il fuoco che ardeva nel cuore di Maddalena, permettendoci di essere mosse dallo stesso Spirito che l’ha sempre spinta a un “DI PIÙ”.
Sogno, per tutte noi, tre “DI PIÙ”:
1. PIÙ innamorate di Gesù: Maddalena ha avuto una profonda esperienza di Dio ed è stata affascinata dall’amore di Dio, dall’ Eucaristia e dalla Parola. La nostra fondatrice infatti era una grande mistica, che aveva incontri intimi e profondi con il Signore.
Leggiamo nelle Memorie: “Non riuscivo più ad amarlo… Mi sono sentita spinta, non potendo farlo da sola, ad amare Gesù con il cuore di Gesù” ; e poi: “Mi trovai assalita da scoppi d’amore per Dio e portata a unirmi intimamente a Lui” .
Noi, come lei, ogni giorno abbiamo i nostri momenti di preghiera: Santa Messa, lectio…
Che questi momenti diventino incontri con Colui che ci ama, incontri che ci trasformano, ci facciano innamorarci e ci inviino in missione, incontri in cui ci lasciamo affascinare sempre di più da Lui.
Sogno un Istituto con sorelle sempre PIÙ innamorate di Gesù, che, come Maddalena, chiedono a Gesù il suo cuore per amarlo e amarlo come Lui sa amare.

2. PIÙ appassionate nel farlo conoscere e amare: Maddalena non ha mai tenuto nulla per sé, tanto mossa dal suo grande desiderio che Gesù fosse conosciuto e amato che nulla la fermava. Attraverso un’instancabile carità sapeva donarsi con straordinaria generosità, con uno sguardo speciale ai più poveri, dimenticando i suoi interessi, i suoi gusti, i suoi desideri personali.
Era sempre disponibile a ciò che Dio le chiedeva, come scrive nelle Memorie: “Mi sentivo molto disposta ad andare, per il Signore e il suo servizio, persino al Polo Nord” , “andare al Polo”, “trasformarsi in polvere”, tutte espressioni che nascono da un cuore appassionato, affascinato da Gesù, che la porta a donarsi senza calcoli, senza misura, senza cercare alcuna gratificazione, solo la soddisfazione che Gesù sia conosciuto e amato.
Sogno un Istituto, con sorelle sempre PIÙ generose e dedicate agli altri, che non misurano la loro dedizione perché nel loro cuore arde il fuoco dell’amore di Dio e “la loro unica caratteristica distintiva è la carità”.

3. PIÙ gioiose e fraterne: gioia e fraternità erano ciò che Maddalena più desiderava e che rendeva felice il suo cuore: “Prolungano la mia vita di 10 anni” disse alle sorelle, quando vivevano nella carità. La gioia e l’amore fraterno sono segni vocazionali.
Perché l’Istituto possa continuare a vivere per molti altri anni, dobbiamo essere testimoni gioiose e dobbiamo prenderci cura l’una dell’altra, sostenerci, rispettarci, valorizzarci a vicenda, amarci molto. Così ci saranno sempre giovani che si lasciano mettere in discussione dalle nostre vite.
Maddalena ci ripete più e più volte: “Ti consiglio di essere gioiosa il più possibile” , “Cerca di essere gioiosa, mostrando anche esteriormente la gioia che hai nel cuore” .
La gioia è una caratteristica molto canossiana, dal momento che abbiamo ereditato anche la gioia di Maddalena; per questo motivo, ogni Canossiana è chiamata ad essere, nella sua realtà concreta, un segno gioioso dell’amore di Dio. Che tutti quelli che ci incontrano se ne vadano via un po’ più felici!
Sogno un Istituto formato da comunità che vivano sempre più gioiosamente la fraternità, dove tutte le sorelle si sentano sostenute, ascoltate, amate e insieme siano testimoni gioiose dell’amore di Dio.

Sogno insomma Sorelle che bruciano dell’Amore di Gesù e amano senza misura.
Sogno Sorelle che ogni giorno rischiano se stesse per ESSERE quotidianamente SEMPRE PIÙ Figlie della Carità.
Sogno Sorelle che sono PIÙ serve dei poveri, capaci di dare di PIÙ nella missione e che non hanno paura di rischiare di PIÙ per trasformare la propria realtà col Vangelo.
Sogno un Istituto povero di titoli, ma ricco di carità.
Sogno comunità gioiose, che rendano visibile la tenerezza e la misericordia di Dio. sorelle che diffondono la gioia della consacrazione.
Sogno che, ogni volta che qualcuno incontra una Canossiana, riesca sempre a riconoscere qualcosa del cuore di Maddalena.
Sono convinta, sono certa, che questo futuro, questo sogno, inizia oggi, nella piccola e silenziosa fedeltà di ciascuno di noi, di ogni Canossiana, in ogni angolo del mondo in cui ci troviamo. Sogniamo insieme e costruiamo insieme il presente e il futuro, sostenute dalla fedeltà di tante Madri che ci hanno preceduto. Il domani dipende dal nostro sì a quanto Maddalena OGGI ci propone. Sicuramente, lei oggi direbbe a ciascuna di noi: “Coraggio, cara figlia, si tratta di PIÙ!”.
Care Sorelle, restiamo fedeli al bellissimo dono del Carisma ricevuto, a Gesù che ci ha chiamate e che seguiamo, a Maddalena da cui riceviamo questa splendida eredità, ai fratelli a cui siamo inviate e, sempre per mano di Maria nostra Madre, andiamo verso un “DI PIÙ”!

Madre Jorgelina Edith Sancho, Argentina e Paraguay