(Verona) – Rientrare da un’estate di volontariato con la Fondazione Canossiana VOICA significa portare nello sguardo i volti, i colori e i passi condivisi.
Sia che siamo stati in Brasile ad Imperatriz, tra i villaggi e le comunità del Togo, nelle terre del Malawi, o lungo i percorsi di fraternità e condivisione in Polonia, abbiamo toccato con mano che cosa significa incontrare la vita dell’altro, farsi prossimi e scoprire che le differenze non dividono, ma arricchiscono.
In questo Mese Missionario con il tema «Uno in Cristo, uniti nella missione», risuona in noi una consapevolezza profonda:

  • L’unità non è un concetto astratto, ma la certezza di aver condiviso lo stesso pane, la stessa preghiera e lo stesso servizio, pur venendo da contesti e culture diverse.
  • Non siamo stati noi a “portare qualcosa”, ma siamo stati accolti dentro una grande famiglia canossiana, che ci ha mostrato come il Vangelo si traduca in presenza quotidiana e vicinanza.
  • La missione non termina con il volo di rientro: l’esperienza sul campo è stata un seme che ora deve portare frutto qui, nello studio, nel lavoro, nel servizio in parrocchia e nella vita di tutti i giorni.

La missione non è un evento isolato o una parentesi estiva: è una scelta di vita e un cammino personale e comunitario. Per questo l’esperienza con la Fondazione Canossiana VOICA non comincia con la valigia e non finisce con il rientro, ma vive di formazione, di incontro e di rilettura.
A chi oggi sente dentro una spinta a mettersi in gioco, a chi desidera allargare i propri orizzonti e vivere un’esperienza “oltre i confini”, diciamo che il viaggio comincia adesso.
Se vuoi fare il primo passo, unirti al VOICA o raccogliere maggiori informazioni sulle tappe del percorso 2027, ti invitiamo a contattarci tramite il nostro sito e a partecipare ai prossimi appuntamenti di presentazione che usciranno a breve.
«La missione è una porta aperta sul mondo che si spalanca prima di tutto dentro di noi.»
M. Antonella Rocca