(Timor Este) – Giancarlo Urbani, responsabile Progetti della Fondazione Canossiana VOICA-ETS, ha visitato 14 delle 18 realtà misionarie Canossiane in Timor Este tra il 23 febbraio e il 14 marzo 2025.

L’obiettivo è stato valutare lo sviluppo educativo, la sostenibilità delle opere ed esplorare sinergie per le nuove generazioni in un Paese giovane (età media 22 anni) con alta povertà e necessità di scuole.

La visita ha incluso il nuovo Centro di Formazione Canossa ad Atauro (inaugurato febbraio 2025), che forma 60 giovani all’anno in ospitalità e turismo con 100% di inserimento lavorativo.

Timor Est è un Paese ‘ai confini del mondo’…e proprio perché è ai confini del mondo sta al centro del Vangelo!” (Papa Francesco, Dili Settembre 2024)

Contesto storico

Per quasi 5 secoli sottoposta a dominio e occupazione coloniale (Portoghese 1512-1975, Giapponese 1942-1945, Indonesiana 1975-1999) e dopo un violento periodo di transizione, dal 19 Maggio 2002 Timore Est è una nazione indipendente che può finalmente immaginare e costruire il proprio futuro. Un Paese e un popolo giovane (età media ventidue anni) ma con un alto tasso di povertà e una grande necessità di scuole e infrastrutture educative. Nonostante le risorse naturali (petrolio e gas), ancora non pienamente sfruttate, la popolazione vive in gran parte di agricoltura di sussistenza. Timor Est è un contesto missionario peculiare: una nazione profondamente cattolica, ma che vive una condizione di periferia geografica ed economica che richiede un forte supporto missionario e umanitario per affrontare le sfide sociali ed economiche e sostenerne lo sviluppo. La lunga presenza canossiana, e di tutta la Chiesa cattolica, svolge un ruolo fondamentale nel campo dell’educazione e della formazione professionale delle nuove generazioni, nell’assistenza sanitaria e nella cura e tutela degli orfani.

Obiettivi della visita

Approfondire la conoscenza delle molte realtà canossiane che oggi incarnano questa presenza, confrontarsi ed immaginare per alcune di esse un possibile sviluppo, valutare e considerare possibili azioni e sinergie per migliorare la sostenibilità di alcune opere: tutto questo, e molto di più, erano gli obiettivi della mia visita a Timor Est. Da lunedì 23 Febbraio a sabato 14 Marzo ho vissuto un’esperienza molto intensa ed immersiva nella missione canossiana “ai confini del mondo”, in un paese e tra un popolo che dal 1879 vede la resiliente presenza delle madri canossiane. Una missione “antica”, dallo spirito giovane incarnato dalle madri canossiane timoresi, forgiata dalle innumerevoli prove superate nel corso dei secoli e nutrita con il martirio di sr. Erminia Cazzaniga e sr. Celeste Pinto de Carvalho (25 Settembre 1999).

A quanti mi chiedono come sia stata la mia visita alle realtà canossiane di Timor Est” rispondo: “Molto intensa sotto tutti i punti di vista: fisico, emotivo…e di prospettiva missionaria”. Sono stati impegnativi i quasi due giorni di viaggio per raggiungere l’isola dall’Italia, la visita di 14 delle 18 realtà canossiane, lunghi spostamenti non sempre agevoli, innumerevoli e intensi incontri sia con le varie comunità, sia con studenti, insegnanti e le ragazze dei vari convitti. Un impegno fisico abbondantemente ricompensato dalla grande ricchezza umana delle persone incontrate, dalla loro calorosa accoglienza e dai sorrisi che illuminano, dalle tantissime condivisioni reciproche e dalle riflessioni su tutti gli aspetti quotidiani sia delle comunità che delle opere. Impossibile condensare in poche parole ed immagini una tale ricchezza di umanità, vissuto missionario, contesti naturali e sociali, i molti momenti conviviali (danze, canti, compleanni, cucinare insieme) che hanno il sapore di famiglia. Ogni realtà visitata, ogni incontro si tramutava in un’esperienza emotiva intensa che lasciava tracce indelebili nell’anima.

Dal mio diario di viaggio, scritto nei lunghi tragitti tra una comunità ed un’altra: “Il futuro di Timor Est cammina lungo i bordi delle strade ma al centro della vita. Ha il viso, le mani e i piedi dei bambini e dei giovani che si riversano come un fiume sulle strade che dalla loro casa li portano a scuola. A piedi scalzi e con il sorriso percorrono la vita”. Un precedente visitatore ha scritto: A Timor Est è bello, perché ci sono tanti bambini: siete un Paese giovane in cui in ogni angolo si sente pulsare, esplodere la vita. E questo è un regalo, un dono grande: la presenza di tanta gioventù e di tanti bambini, infatti, rinnova costantemente la nostra energia e la nostra vita. Ma ancora di più è un segno, perché fare spazio ai bambini, ai piccoli, accoglierli, prendersi cura di loro, e farci anche noi piccoli davanti a Dio e gli uni di fronte agli altri, sono proprio gli atteggiamenti che ci aprono all’azione del Signore”. (Papa Francesco, Dili Settembre 2024)

Con il trascorrere dei giorni, sempre più informazioni e stimoli si accumulavano per essere forse un giorno tramutati in nuove iniziative di sostegno all’educazione, formazione dei giovani e tutela della salute. Ma nell’attesa di nuove attività in prospettiva missionaria, vi è un OGGI che vede impegnata la Fondazione Canossiana VOICA: formare il futuro dei giovani di Atauro.

Centro di Formazione professionale di Atauro

Success”, una parola, un presagio di buon auspicio, ma anche il nome della nave su cui, con sr. Dulce, ci siamo imbarcati per raggiungere l’isola di Atauro dove abbiamo visitato il nuovo Centro di Formazione Giovanile Canossa inaugurato nel Febbraio del 2025. Qui, annualmente circa sessanta ragazze e ragazzi vengono preparati per lavorare nel campo della ristorazione e ospitalità, diventare operatori turistici oppure lavorare nell’ambito dell’amministrazione aziendale. Provenendo in gran parte da famiglie estremamente povere, le spese per l’istruzione degli studenti sono in parte sostenute da varie realtà locali. Per garantire la regolarità dei corsi e dunque garantire una formazione professionale adeguata e di qualità è necessario inoltre garantire un salario dignitoso agli insegnanti. L’alto tasso di ragazzi che trovano lavoro dopo il periodo formativo conferma quanto sia prezioso il contributo allo sviluppo economico e sociale dell’intera isola. Ogni donazione semina il futuro nelle vite di questi giovani e di una comunità intera.

Ai confini del mondo ma al centro del Vangelo

I giorni di questa lunga visita si esauriscono. E’ giunto il momento di preparare i bagagli. La borsa, colma delle tantissime sciarpe realizzate con il tessuto tipico timorense (Tais) donatemi ad ogni incontro, di qualche pacco di caffè e di altri segni di affetto, si chiude con fatica. C’è tempo per un’ultima visita, importante e preziosa come è stata la Sua intera vita dedicata a questa terra e a questo popolo. Saluto suor Maria Chioda, ultima missionaria italiana, in una clinica di Dili: poche parole sussurrate e un veloce sorriso. Concluderà la Sua esistenza terrena dopo pochi giorni dalla mia partenza, ma rimarrà viva per sempre nelle innumerevoli persone che ha accompagnato e contribuito a far crescere e sbocciare, assicurando un futuro a una missione antica ma in continuo rinnovo.   

Innumerevoli strette di mano, abbracci, baci, ultime veloci parole, tantissime foto e poi si parte. La testa e il cuore sono affollati di pensieri, immagini, emozioni che hanno il volto di tutte le persone che ho incontrato e che apparterranno per sempre alla mia vita. Mentre l’aereo decolla, la mente vola al domani, sognando un altro pezzo di strada da fare insieme in questa terra ai confini del mondo ma al centro del Vangelo e dunque al centro della vita!

Grazie di cuore a tutte le madri canossiane che mi hanno accolto nelle loro vite e nel loro cuore. 

Giancarlo Urbani

Responsabile Progetti – Fondazione Canossiana VOICA-ETS

Sostieni “Formaiamo il futuro” – Atauro (Timor Este)