Anche quest’anno alcuni volontari, ispirati dal Carisma di S. Maddalena di Canossa, vivranno un tempo di servizio in Brasile, Malawi, Togo e Polonia.
È il Programma VOICA 2026, quel volontariato canossiano fatto di attenzione concreta alle persone, spirito di servizio e disponibilità ad andare incontro agli altri con semplicità e dedizione.
Dalla motivazione al servizio
Muniti di sacchi a pelo e tanto entusiasmo, i futuri volontari si sono ritrovati presso la comunità delle Madri Canossiane di Pavia, per iniziare da lì il loro cammino formativo.
L’incontro ha preso il via con un momento di preghiera e una riflessione personale sulle motivazioni profonde che spingono ciascun volontario a partire, a dedicare tempo ed energie agli altri.
Guidati dal tema “Da turista a protagonista”, i giovani e le giovani hanno condiviso pensieri ed esperienze da cui sono emerse parole luminose che esprimono bene l’armonia e l’unità del gruppo: conoscenza, apprendimento, servizio, cammino condiviso e la gioia del dono.
Lo stile canossiano: la cultura del “di più”
Il percorso è poi proseguito con un approfondimento sullo stile del volontariato canossiano, riassunto nell’espressione “la cultura del di più”: un invito ad andare oltre l’ordinario, mettendo amore, cura e dedizione in ogni piccolo gesto. È proprio questa attenzione al “di più” che caratterizza il servizio vissuto nello spirito di Santa Maddalena di Canossa, dono compreso alla luce dell’Amore più grande di Gesù Crocifisso.
L’arte del saluto e dell’incontro
Uno dei momenti più dinamici e coinvolgenti è stato sicuramente scoprire il valore del saluto come primo gesto di accoglienza e rispetto tra culture diverse. Attraverso alcune attività pratiche, i partecipanti hanno potuto sperimentare direttamente la differenza tra i due atteggiamenti:
- l’apertura verso l’altro, che accorcia le distanze e crea vicinanza;
- la chiusura nella propria “comfort zone”, che può invece ostacolare l’incontro autentico.
Un cammino condiviso
Questo primo incontro ha confermato quanto sia prezioso condividere il cammino e cercare di conoscersi sempre più per crescere come singoli e come gruppo. Proprio da questi primi passi nasce la possibilità di prepararsi a vivere un’esperienza di servizio capace di lasciare un segno, non solo nei luoghi e con le persone che si incontreranno, ma anche nel cuore di chi parte.