Ci sono storie che meritano di essere ascoltate, condivise e supportate.
Mettetevi comodi e prendetevi un po’ di tempo per venire con noi in Paraguay, a conoscere i nostri amici che vivono nel Barrio Sagrada Familia.
Ci troviamo in una delle baraccopoli più fragili della periferia di Encarnación, in Paraguay. Una spianata di case in legno, mattoni e lamiere costruite proprio sotto il ponte internazionale che collega il Paraguay e l’Argentina. Qui vivono famiglie che ogni giorno affrontano la mancanza di acqua potabile, con servizi igienici precari, in un contesto di disoccupazione diffusa, scarsa istruzione e, non di rado, l’unica fonte di sopravvivenza sono le attività illegali.
Eppure, in mezzo a tutto questo, grazie alla resilienza propria di ogni forma di vita e all’aiuto delle Madri Canossiane, i nostri piccoli amici giocano, socializzano e, soprattutto, sognano.
Siete pronti a conoscerli e a scoprire cosa faranno da grandi?
Ecco Bianca, una cascata di riccioli scuri e occhi grandi e riflessivi. È cresciuta in una casa con grandi problemi di umidità che le ha causato gravi problemi respiratori; nonostante questo, grazie al suo sorriso contagioso, alla vivacità e all’altruismo, nel Centro Educativo Canossiano è diventata una piccola leader.
Poi ci sono Eliezer e Yadini, fratello e sorella; lui con il caschetto nerissimo e lo sguardo buono, lei con il piglio deciso, sguardo determinato e i capelli raccolti in una coda. La loro madre non può lavorare per problemi legali e la famiglia vive una costante e sfiancante precarietà economica. Eppure, questi due bellissimi fratellini, non si perdono mai d’animo. Amano stare con gli amici, amano imparare e sono parte integrante della comunità che li sostiene e protegge
Juan Ángel, è un bimbo dolce e calmo, con grandi occhi nocciola, un ciuffo da calciatore e l’aria saggia. Figlio di una madre single che si barcamena tra la cura dei figli e il lavoro come aiuto domestico, Juan Ángel è un bambino creativo che ama dipingere e disegnare ciò che vede e dargli colore.
Milagros è una splendida bimba con capelli ribelli sistemati in codini, un sorriso dolce e due occhi grandi. Ha la sindrome di down e, fin da quando è nata, ha dovuto affrontare gravi problemi di salute. Vive in una piccola casetta con i genitori, la sorella con il figlio appena nato.
Figlio di una ragazza diventata mamma prima ancora di avere il tempo di crescere, Rodrigo ha occhi scuri a mandorla, un sorriso buffo e modi delicati. Tutta la sua famiglia dipende dalla nonna, una donna forte che vende dolciumi e macedonie alla dogana. A tre anni Rodrigo non parla ancora; comunica attraverso gesti e suoni.
C’è un denominatore comune d’amore che unisce queste storie: l’incontro con le Madri Canossiane del Centro Educativo “Santa Maddalena di Canossa” e del Centro di Salute “Sagrada Familia”; due luoghi dove ogni giorno questi bambini e loro famiglie trovano uno spazio sicuro, accogliente, capace di offrire ascolto, sostegno e possibilità concrete. E, prima tra tutti, la possibilità di sognare.
E così, oggi Bianca sogna di diventare una poliziotta per difendere i più deboli. Anche Eliezer vuole proteggere i più vulnerabili dalle ingiustizie: vuol diventare avvocato. Yadini sogna di essere medico, ma anche parrucchiera, per curare e prendersi cura degli altri. Juan Ángel sarà un vigile del fuoco, per salvare chi è in pericolo.
Milagros invece, al Centro di Salute, ha ricevuto assistenza pediatrica, nutrizionale e sedute di fisioterapia ed è riuscita a muovere i suoi primi passi: un grande risultato per lei. Non ha ancora pensato a cosa fare da grande, ma per ora le basta essere felice, giocare e socializzare con i suoi amici.
Rodrigo grazie agli educatori de Centro di Salute sta imparando a comunicare e presto sarà in grado di raccontarci i suoi sogni per il futuro. Anche la sua mamma è sostenuta e viene accompagnata dagli educatori per proseguire il percorso a casa.
Ma ci avete fatto caso? Tutti questi piccoli sognano un lavoro che implichi aiutare il prossimo. Vogliono aiutare gli altri così come qualcuno ha aiutato loro. Perché, alla fine, la solidarietà – così come la gioia, i sogni e l’amore – è contagiosa.
Cambiare il futuro di questi piccoli amici è possibile. Basta tendere la mano, un gesto concreto, un cuore che sappia aiutare. Il resto saranno solo pagine bianche da scrivere con le storie di successo, rinascita, di vita vissuta dai nostri piccoli amici
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