Un inizio emozionante, comunitario, internazionale, specchio di una Chiesa sinodale che cammina insieme: l’apertura ufficiale del Congresso Internazionale dei Laici Canossiani, tenutasi sabato 12 luglio presso la Casa Generalizia delle Madri Canossiane di Ottavia, è stata un vero successo.

Dopo un’introduzione di Rosanna Immamura, Coordinatrice Internazionale dei  Laici Canossiani, l’evento ha preso avvio con un discorso che ha richiamato i principi dell’essere canossiani nel mondo di oggi, invitando tutti a incarnarli con fedeltà e spirito di servizio.

È poi intervenuta Madre Sandra Maggiolo, Superiora Generale delle Figlie della Carità Canossiane, che ha offerto una riflessione sul carisma e sull’amore, cuore pulsante della missione canossiana.

“Carissimi amici e amiche Laici Canossiani,
che gioia incontrarvi riuniti qui. Non state semplicemente partecipando a un Congresso atteso con trepidazione, ma siete parte di un’esperienza che tocca il cuore, accende lo spirito e rinnova il desiderio di camminare insieme, con passione e fedeltà.

In un tempo che spesso isola e frammenta, ritrovarsi da tante parti del mondo, con lingue, culture e origini diverse, è un messaggio potente: proclama che la fraternità è possibile, che il Vangelo è vivo e che il carisma di Maddalena continua a parlare al mondo attraverso le vostre vite.

Essere Laici Canossiani significa proprio questo: essere luce e sale nel mondo.
Questo Congresso, che si svolge dopo nove anni, è un tempo di grazia: per ascoltare, per rinsaldare i legami, per lasciarsi ispirare… ma soprattutto, per riscoprire insieme la bellezza e la forza della vocazione laicale canossiana.

Il tema scelto – “Con Maddalena, pellegrini di speranza nel mondo” – è oggi più che mai necessario e attuale. Viviamo tempi segnati da grandi cambiamenti, fragilità e smarrimenti, ma anche da un profondo desiderio di luce, di senso, di cammini condivisi”.

 Ha ricordato inoltre, che la sfida di oggi è “educare, formare, stare vicino ai fragili e, soprattutto, portare l’amore proprio dove l’amore manca”. Citando Maddalena di Canossa, ha esortato: “Non stancatevi mai di amare. Amate per primi.”

Dopo alcune informazioni pratiche condivise da Rosanna Immamura, la parola è passata a Padre Carlo Bittante, Superiore Generale dei Canossiani, che ha richiamato l’esempio di Maddalena e l’importanza del cammino condiviso:

“Siete arrivati da lontano, dopo lunghi viaggi. Spes non confundit. Siamo pellegrini alla ricerca di luce. Maddalena ha servito i poveri, ha acceso le vite con il calore dell’amore, con il fuoco dell’educazione.”

Padre Bittante ha ricordato l’Argentina, terra rappresentata al Congresso che ha dati i natali a Papa Francesco, sottolineando il cuore universale presente nella sala:

“Arriviamo da diversi Paesi, da ogni parte del mondo. Vi invito a conoscervi, a parlare, a condividere. Anche se non parliamo la stessa lingua, il linguaggio del sorriso e dell’abbraccio è universale.”

È seguito un toccante video di presentazione dei Laici Canossiani provenienti da tutto il mondo, accompagnato da un pensiero per chi non ha potuto essere presente a causa di difficoltà con i visti. A seguire, ogni partecipante si è presentato nella propria lingua, in un momento di profonda condivisione fraterna.

La “canzone dei Canossiani” ha poi risuonato nell’aula, accolta da un lungo e sentito applauso.

Nel pomeriggio, i partecipanti si sono radunati all’ingresso della Casa Generalizia, accarezzati da una leggera brezza estiva. Da lì è partita la processione verso la Parrocchia di Santa Maria Maddalena. La croce di legno che apriva il corteo, semplice come lo stile di vita canossiano, ha guidato i passi lungo le vie di Ottavia, borgata romana immersa nella natura. Accompagnata da canti e preghiere, la processione è giunta infine alla chiesa, una struttura contemporanea e materica, impreziosita da vetrate artistiche ed elementi lignei dal sapore quasi industriale. Qui si è celebrata la Santa Messa, momento culminante di una giornata intensa e profondamente spirituale.

La Santa Messa, presieduta da Padre Carlo Bittante e concelebrata dai Padri Canossiani e dai Padri della comunità di Ottavia, si è aperta con canti eseguiti dal coro della parrocchia di Santa Maria Maddalena e con una suggestiva danza offerta da una Laica Canossiana indiana: un gesto simbolico che ha espresso la bellezza di una Chiesa e di una comunità realmente internazionale e multiculturale.

Il cuore dell’omelia di Padre Bittante è stato il tema dell’accoglienza, della tolleranza e della carità, anche verso coloro che possono apparire come “nemici”. Prendendo spunto dalla parabola del buon samaritano, il celebrante ha evocato le parole di Papa Francesco, che invita i cristiani a vivere le difficoltà non come ostacoli insormontabili, ma come occasioni di crescita spirituale e interiore.

Padre Bittante ha poi richiamato l’esempio di Santa Maddalena di Canossa, che, nell’amare Dio e il prossimo con dedizione concreta, si fa essa stessa samaritana: un modello vivo di carità operosa, capace di chinarsi sulle ferite dell’umanità.

La giornata si è conclusa con la cena comunitaria presso l’oratorio di Santa Maddalena dove, le famiglie della diocesi, hanno accolto con gioia laici, le madri e i padri canosiani, raccontando il loro impegno presso la comunità, testimonianza viva dell’amore di Santa Maddalena.