(Kinshasa) “Ciao, mi chiamo Bakhita ho 23 anni, ho una grave disabilità, ma nonostante la mia difficile condizione sono comunque una grandissima guerriera. 

Questa è la mia storia.

Sono nata in un ospedale delle madri canossiane in R.D. Congo, ma mentre io venivo al mondo, a causa di gravi complicazioni legate al parto, la mia mamma lasciava invece questa vita. 

La mia famiglia di origine infatti, avendo costretto la propria figlia a partorire in casa anziché portarla in ospedale, si era resa responsabile di un severo trauma cranico ai miei danni che mi avrebbe lasciata invalida a vita e totalmente dipendente dagli altri. Tanto più che, quella stessa famiglia, avrebbe addirittura voluto seppellirmi viva insieme alla mia mamma perché, a loro dire, la sua morte sarebbe stata tutta colpa mia. Per questo mi abbandonarono e fu a questo punto che intervennero le Madri Canossiane e iniziarono a prendersi cura di me. 

Inizialmente, non potendo stare in convento con loro, ma facendosi comunque carico del mio sostentamento, mi affidarono ad una donna affinché mi assistesse. Purtroppo però, anche questa sorta di figura materna ad un certo punto venne a mancare e io dovetti tornare con le Madri Canossiane.  

Quando a causa delle mie condizioni di salute estremamente delicate e serie si resero necessarie cure mediche speciali, che nel mio paese non avrei mai potuto avere, sempre grazie al grande cuore delle Madri Canossiane ho potuto raggiungere l’Italia per riceverle. Una volta rientrata nel mio paese sono stata affidata alle Madri di Kinshasa, dove mi trovo tuttora.

Mentre la mia vera famiglia mi girava le spalle, abbandonandomi senza alcuna pietà come un giocattolo rotto e inservibile e condannandomi quindi ad un destino infausto, trovavo invece in quella Canossiana una famiglia amorevole e compassionevole che mi ha saputo accogliere, amare e aiutare quando nessuno voleva farlo, regalandomi un’opportunità di vita contro tutte le aspettative. Non posso fare nulla per ringraziare chi ha fatto tanto per me ma credo che il mio sorriso dica tutto.

Se anche tu vuoi aiutare altri bambini e bambine meno fortunati a stare meglio, a crescere forti, a sentirsi amati ma soprattutto ad avere una possibilità concreta nella vita, con un piccolo, ma prezioso gesto, puoi davvero fare la differenza.

Sostieni la Fondazione Canossiana VOICA – ETS e l’opera delle Madri Canossiane nella Repubblica Democratica del Congo.

Grazie, da parte mia e di tutti i bambini che possono contare su di te”.