Si è svolto in Portogallo un incontro che ha riunito la Famiglia Carismatica Canossiana di Queluz de Baixo — sorelle e laici — e il gruppo Scout di Mafra, in un clima semplice e fraterno, contrassegnato dalla condivisione e dalla vicinanza. L’iniziativa, ospitata presso il Quartiere dei Vigili del Fuoco di Queluz, ha rappresentato un momento significativo di dialogo tra generazioni e percorsi di vita diversi, accomunati dal desiderio di crescere nella fede e nel servizio.

Al centro dell’incontro è stata presentata la figura di Santa Giuseppina Bakhita, scelta a livello nazionale come patrona degli scout per l’anno 2026. La sua storia — segnata dalla sofferenza della schiavitù e trasformata dall’incontro con l’amore di Dio — è stata proposta ai giovani come testimonianza di libertà interiore, speranza e fiducia. Arrivata in Italia dopo anni di violenze e umiliazioni, Bakhita ha scoperto la fede cristiana, ricevuto il Battesimo e abbracciato la vita religiosa nell’Istituto delle Figlie della Carità Canossiane, diventando un segno luminoso di perdono e di pace.

La scelta di Bakhita come guida spirituale per gli scout è stata letta come un invito a vivere con coraggio le sfide della vita, coltivando resilienza, dignità umana e fraternità — valori profondamente vicini allo spirito dello scoutismo e al Vangelo.

Durante l’incontro è stato presentato anche il carisma canossiano, fondato sull’amore misericordioso di Dio rivelato in Gesù Crocifisso e reso concreto nell’educazione, nell’evangelizzazione e nel servizio ai più poveri. La figura di Santa Maddalena di Canossa è stata proposta come esempio di fede creativa e missionaria: una donna capace di rispondere ai bisogni del proprio tempo con generosità e visione, lasciando un’eredità che continua ancor oggi attraverso la vita delle sorelle e dei laici che condividono il suo carisma.

Uno dei momenti più intensi è stato quello dedicato alle testimonianze vocazionali. Le sorelle Bertília, Imaculada, Ervínia e Carla hanno raccontato con semplicità il proprio cammino di chiamata, condividendo la gioia di vivere ogni giorno il proprio “sì” a Dio nella missione canossiana. Anche alcune laiche — Alice, Fátima e Iola — hanno offerto la loro esperienza di vita, mostrando come il carisma di Maddalena possa essere vissuto nel quotidiano, in famiglia, nel lavoro e nella comunità, attraverso gesti concreti di carità e attenzione agli altri.

Più che un semplice momento formativo, l’incontro è diventato un’esperienza di comunione e missione condivisa: attraverso la vita di Santa Bakhita, l’ispirazione di Santa Maddalena e la testimonianza concreta di sorelle e laici: i giovani sono stati invitati a riconoscere che ogni vita può diventare risposta d’amore e servizio.

Voci dall’incontro

“Lo Spirito Santo è la forza e la luce che ci illumina e ci indica il cammino da seguire. La mia esperienza come laica canossiana mi mostra ogni giorno, nelle formazioni e nelle sfide quotidiane, che anche io sono una delle chiavi appese a quel filo rosso.”
Alice Costa, laica canossiana

“Ho sentito che gli scout hanno una bella educazione e agiscono con calma, pace e responsabilità. È stato per me anche un momento di fiducia e forza nel condividere la mia esperienza vocazionale.”
Sr. Bertília

“Sono grata di aver potuto partecipare all’incontro e condividere l’esempio di Santa Bakhita, mostrando come abbia affrontato le difficoltà, trovando in Cristo la vera libertà. Spero di aver incoraggiato i giovani a non arrendersi mai e a mantenere sempre la capacità di sorridere e perdonare.”
Iola Amaral, laica canossiana

“Il carisma di Santa Maddalena nell’aiuto ai più poveri è molto vicino ai valori scout. Come ex scout e oggi laica canossiana, mi sono sentita subito in sintonia con entrambe le realtà.”
Fátima Oliveira, laica canossiana

“È stato un tempo di grazia per far conoscere la vita di Bakhita, la sua missione e anche il nostro carisma. Gli scout erano attenti, con gli occhi fissi su chi parlava.”
Sr. Imaculada

“Sono stata profondamente felice di condividere il nostro carisma, la nostra spiritualità e la nostra missione con adolescenti, giovani e formatori. Porto con me un profondo sentimento di gratitudine per la partecipazione attenta e serena di tutti.”
Sr. Ervínia

Nel cammino dell’anno 2026, affidato alla protezione di Santa Giuseppina Bakhita, l’augurio è che questo incontro continui a portare frutti di crescita, fraternità e impegno evangelico, perché ogni giovane possa scoprire che la vera libertà nasce dall’amore che si dona.

Foto di copertina, Maximilian Meyer