Il desiderio di mettersi in gioco e di varcare i confini del proprio quotidiano ha trovato una nuova spinta lo scorso 16 gennaio. Con un vivace incontro online, la Fondazione Canossiana VOICA ha dato ufficialmente il via alle iscrizioni per le esperienze di volontariato estivo, svelando le mete di quest’anno: Brasile, Togo, Malawi e Polonia.
Un entusiasmo che unisce
All’incontro hanno partecipato circa venti persone: un gruppo eterogeneo ed entusiasta che ha scelto di dedicare una serata alla scoperta di come il servizio possa cambiare la vita. Nonostante la distanza digitale, l’energia è stata tangibile, segnando l’inizio di un cammino comunitario che porterà i volontari a confrontarsi con realtà geograficamente e culturalmente diverse.
I quattro pilastri del cammino
Durante l’incontro è stato ribadito che l’esperienza VOICA non è un semplice viaggio, ma un percorso che poggia su quattro pilastri fondamentali, essenziali per vivere appieno la missione canossiana:
Preghiera: il fondamento spirituale che permette di riconoscere il volto di Dio nel prossimo.
Vita di gruppo: per imparare a camminare insieme, sostenendosi a vicenda nella condivisione quotidiana.
Servizio: l’azione concreta e gratuita a favore dei più piccoli e dei più poveri.
Formazione: un percorso di crescita personale e comunitaria per prepararsi culturalmente e interiormente alla missione.
Dare per amore: la lezione di San Paolo
Il cuore della riflessione è stato il tema del dono. Cosa significa dare davvero? Non si tratta solo di offrire tempo o competenze, ma di farlo con un’attitudine che trasformi profondamente sia chi dona sia chi riceve.
San Paolo, in 1 Corinzi 13, nell’Inno alla Carità, ci ricorda che senza l’amore ogni opera — per quanto grande — perde il suo valore. Il volontariato diventa così un esercizio di pazienza, benevolenza e, soprattutto, di presenza autentica.
Ogni destinazione offrirà sfide uniche, ma il filo conduttore resta lo stesso: amare concretamente.
“La carità non avrà mai fine.” (1 Cor 13,8)
“La Carità è un fuoco che sempre più si dilata e tutto cerca d’abbracciare.” (Maddalena di Canossa)