Nel villaggio di Satiasa, in India, si è inaugurata la nuova scuola di sartoria, un luogo dove ragazze e donne provenienti da contesti svantaggiati possono apprendere un mestiere spendibile e soddisfacente. Il progetto, lanciato dalle Madri Canossiane del centro Sneha Sadan, si inserisce in un programma più ampio di women empowerment, con la consapevolezza che quando una donna acquisisce competenze e sicurezza, ne beneficia l’intera comunità: aumenta la stabilità economica delle famiglie, si rafforza il tessuto sociale e si aprono nuove prospettive di sviluppo locale.

Nel discorso inaugurale, Kunti Devi – madrina dell’evento – ha sottolineato il valore sociale e umano del nuovo centro di sartoria che conta già ben tredici studentesse, entusiaste e desiderose di apprendere e costruire nuove possibilità per sé e per le proprie famiglie.

La scuola di sartoria è dotata di quattro macchine da cucire, strumenti che consentiranno alle ragazze di sviluppare competenze immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. Il metodo formativo punta a una crescita personale integrale, capace di unire consapevolezza, autonomia e abilità professionali. Per molte delle partecipanti, provenienti da contesti marginalizzati, questo corso rappresenta il primo passo verso una reale indipendenza.

Il nuovo centro di sartoria di Satiasa è un’altra testimonianza dell’impegno internazionale delle Madri Canossiane nel promuovere percorsi di educazione, formazione e inclusione sociale, con un’attenzione particolare alle donne e ai giovani più vulnerabili. Fedeli al carisma di Santa Maddalena di Canossa, le Madri vanno là dove le opportunità sono più fragili, accompagnando le persone verso una maggiore consapevolezza delle proprie capacità e del proprio valore.

E così, tra stoffe colorate, fili, risate e complicità, a Satiasa si disegna il futuro di ragazze e donne che possono finalmente scegliere chi essere, cosa fare e di aspirare alla realizzazione professionale.