Il 22 gennaio 1956, a Bombay (oggi Mumbai), si spegneva a soli 35 anni Madre Fernanda Riva, religiosa canossiana, lasciando dietro di sé una testimonianza luminosa di fede, gioia e dedizione missionaria. Una vita breve, ma intensamente vissuta, che continua ancora oggi a parlare alla Chiesa e al mondo.
Fernanda Riva era nata a Monza il 17 aprile 1920, ultima di quattro figli, in una famiglia profondamente cristiana. Segnata fin dall’infanzia dalla sofferenza — la perdita precoce del padre e di una sorellina — crebbe in un clima di fede semplice e solida, imparando presto a trasformare il dolore in fiducia e abbandono a Dio. Fin da giovane maturò una spiritualità concreta, fatta di preghiera quotidiana, attenzione agli altri e gioia condivisa.
Il 19 marzo 1939 entrò nel Noviziato missionario delle Figlie della Carità Canossiane a Vimercate. La sua risposta alla vocazione fu rapida e radicale: pochi mesi dopo, ancora novizia, partì per l’India, approdando a Bombay il 30 ottobre 1939. Un viaggio lungo e impegnativo, che segnò l’inizio di un’avventura missionaria vissuta con entusiasmo e profondo senso di dono.
In India completò la formazione religiosa e pronunciò i primi voti il 24 dicembre 1941. Si dedicò allo studio e all’insegnamento, convinta che l’educazione fosse uno degli strumenti più efficaci per promuovere la dignità umana, soprattutto delle giovani donne. Operò inizialmente a Mahim, a Bombay, dove si distinse per la capacità di coniugare competenza educativa e attenzione personale a ciascuna studentessa.
Nel 1953 fu inviata ad Alleppey, nello stato del Kerala, dove contribuì alla fondazione e all’organizzazione del St. Joseph’s College for Women, di cui divenne la prima direttrice. In un contesto culturale complesso e segnato da forti disuguaglianze, Madre Fernanda seppe costruire relazioni, incoraggiare le giovani e promuovere una formazione integrale, unendo rigore intellettuale e cura umana. Era conosciuta come una presenza luminosa, capace di trasmettere fiducia, serenità e speranza: non a caso viene ricordata come una vera “missionaria della gioia”.
Negli ultimi anni della sua vita fu colpita da una grave malattia. Visse il tempo della sofferenza con grande serenità, sostenuta dalla preghiera e da una fede profonda, senza mai perdere il sorriso né l’attenzione verso gli altri. Anche nel dolore continuò a testimoniare una gioia autentica, radicata nel Vangelo e nell’abbandono alla volontà di Dio.
Morì a Mumbai il 22 gennaio 1956, lasciando un ricordo indelebile nelle consorelle, nelle studentesse e in quanti avevano incrociato il suo cammino. La sua fama di santità si diffuse rapidamente e portò all’avvio della causa di beatificazione. Il 28 giugno 2012, Papa Benedetto XVI ne ha riconosciuto l’eroicità delle virtù, proclamandola Venerabile.
A distanza di anni, la figura di Madre Fernanda Riva continua a parlare con forza: la sua vita ricorda che la santità può abitare la quotidianità, l’insegnamento, la missione vissuta con gioia e fedeltà. Una testimonianza semplice e luminosa, che invita ancora oggi a vivere il Vangelo senza riserve, là dove il Signore chiama.