Mi chiamo suor Shilpa Rodrigues e appartengo alla Congregazione delle Figlie della Carità Canossiane, Serve dei Poveri. Sono nata e cresciuta nella diocesi di Vasai, nella parrocchia di San Gonsalo Garcia, a Gass. Ho vissuto con i miei genitori, la mia nonna e le mie due sorelle. I miei genitori ci hanno cresciute in un ambiente profondamente segnato dalla fede, trasmettendoci valori spirituali e morali. Ho conseguito un Master in Informatica e ho lavorato come assistente universitaria in un college, insegnando programmazione informatica.

Da bambina non avrei mai pensato di diventare religiosa: sentivo che “non era cosa per me”. Ero impegnata a godermi la vita, lasciandomi trasportare dal ritmo del mondo. Avevo molti amici e amavo viaggiare ed esplorare posti nuovi. Tra i tanti amici, una di loro era una religiosa, suor Crystal: la sua gioia semplice e contagiosa ebbe un impatto profondo sulla mia vita.

Nel 2008 partecipai a un ritiro carismatico a Vasai, e lì sperimentai l’amore incondizionato di Dio. La mia vita, fino ad allora spensierata, iniziò a trasformarsi: cominciai a pregare personalmente e, poco a poco, Dio sussurrò il suo progetto al mio cuore. Per alcuni mesi ignorai quella voce, ma non se ne andò.

Dopo alcuni anni, accettai interiormente quella chiamata, ma con grande confusione, riluttanza e incertezza. Quando, in questo stato d’animo, condivisi tutto con i miei genitori, non lo presero sul serio: pensavano che presto avrei cambiato idea. Ma Dio non cambiò né la Sua volontà né la mia, e questo per dieci lunghi anni.

Continuai a discernere e a cercare la volontà di Dio per la mia vita. Nel frattempo entrai in varie associazioni laicali e gruppi giovanili a livello parrocchiale e diocesano, tentando di deviare il mio pensiero e servire il Signore in altri modi. Ma, nonostante tutto, il mio cuore rimaneva inquieto. Navigavo su internet alla ricerca di diverse congregazioni, seguivo religiose su Instagram, ma per molto tempo non ebbi il coraggio di fare quel passo decisivo: uscire, visitare e conoscere da vicino la vita religiosa.

Nel 2021 un’amica mi disse: “Shilpa, stai cercando la cosa giusta… nel posto sbagliato”, e mi presentò una suora canossiana. Parlai con lei, condividendo paure e dubbi, e lei mi invitò a partecipare a un ritiro ignaziano di discernimento. Quel ritiro portò nella mia vita molta chiarezza e una nuova convinzione. Visitai alcuni conventi canossiani e vi rimasi per alcuni giorni. Osservai il loro apostolato, il loro stile di vita e le loro risposte ai bisogni attuali. Ma ciò che più mi colpì fu la gioia delle suore: una gioia semplice, limpida, la gioia di appartenere a Dio.

Tornai a parlarne con la mia famiglia, questa volta con convinzione, e ricevetti da loro un forte sostegno. Lasciai il mio lavoro ed entrai nella famiglia canossiana. La mia più grande gioia è essere di Gesù, come sua sposa.

Mi sento benedetta per aver trovato il coraggio di fare quel passo: schierarmi per ciò che conta, essere voce per chi non ha voce, e segno dell’amore incondizionato di Dio.

Se senti anche solo un piccolo richiamo, anche dell’1%, nel profondo del tuo cuore, non esitare: non aspettare. Prova. Parla con qualcuno. Discerni la tua vocazione. Incontra religiose e lascia che il Signore compia meraviglie nella tua vita.

Abbiamo una sola vita: viviamola in pienezza.