San Juan del Paraná, 25 novembre 2025 — In un clima di profonda gioia ecclesiale e di intensa partecipazione comunitaria, la Parrocchia San Juan Bautista ha accolto la celebrazione della Professione Perpetua di Virginia Gauto Silvero, Missionaria Secolare secondo il Carisma di S. Maddalena di Canossa. Un evento di grazia che, come ricordato nella celebrazione presieduta da S.E. Mons. Francisco Javier Pistilli Scorzara, si inscrive nel solco fecondo della Parola che Dio semina nel cuore dei suoi figli, una Parola che «non torna mai a Lui senza avere portato frutto».

Un “Sì” che nasce dalla fedeltà di Dio

Richiamandosi al profeta Isaia, il Vescovo ha indicato nella vocazione di Virginia «la manifestazione visibile della fedeltà del Signore», un seme gettato con il Battesimo, custodito negli anni della sua crescita cristiana e maturato nell’incontro con il carisma canossiano. La sua professione perpetua, ha affermato Mons. Pistilli, è «segno della Parola che ha fecondato la terra» del suo cuore, rendendola disponibile a un dono senza riserve.

La forza di un amore che non viene mai meno

Nella meditazione tratta dalla Lettera ai Romani, il presule ha ricordato che nessuna consacrazione trova il suo fondamento nella fragilità umana, bensì nella certezza incrollabile dell’amore di Cristo: «Né morte né vita potranno separarci dall’amore di Dio» – un amore che, nella spiritualità canossiana, si contempla nel Crocifisso, «fuoco ardente di Carità» che animò Santa Maddalena di Canossa .
È a questo amore invincibile che Virginia consegna la propria vita, scegliendo di tradurlo in gesti quotidiani di prossimità e di dedizione ai più poveri.

La vocazione secolare: presenza nel mondo, missione nel quotidiano

Al centro dell’omelia, l’essenza stessa della consacrazione secolare: una vita interamente donata a Dio senza allontanarsi dal tessuto ordinario della società.
«Virginia non si separa dal mondo — ha sottolineato il Vescovo — ma vi rimane inserita per santificarlo dall’interno», vivendo il Vangelo nello spazio ordinario del lavoro, delle relazioni, delle responsabilità civili.
Come un «piccolo granello di senape», la missione della consacrata secolare si compie nel silenzio operoso, attraverso «piccole gocce di amore, speranza e pace» capaci di raggiungere gli spazi dove la pastorale ordinaria non sempre arriva, con particolare attenzione alle donne e ai giovani .Un servizio apprezzato dalla Chiesa

Il cammino di Virginia, e l’impegno costante delle comunità canossiane nel servizio all’accoglienza, è stato recentemente ricordato anche dal Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, che in una lettera di ringraziamento ha espresso viva gratitudine alle Figlie della Carità Canossiane per la loro «accoglienza cordiale e competente» nei giorni del Giubileo della Vita Consacrata, definito una grande opera di comunione ecclesiale.
Nella missiva, il Dicastero ha riconosciuto come il servizio discreto e fedele delle Suore della Casa per Ferie Ospitalità Bakhita abbia favorito «un soggiorno sereno ed agevole» ai partecipanti, segno concreto della Carità canossiana in azione.

Un’offerta che diventa lode

La celebrazione si è conclusa con l’invocazione delle Litanie dei Santi, affinché la consacrata sia sostenuta dal Cielo nel suo impegno definitivo.
Affidata alla Vergine Addolorata, Madre della Carità, e alla protezione di Santa Maddalena di Canossa, Virginia ha pronunciato il suo “per sempre” davanti alla Chiesa e alla comunità che l’ha vista nascere alla fede.

Il suo cammino, inserito nella grande famiglia canossiana, diventa così testimonianza viva della santità che può fiorire nel quotidiano: un richiamo silenzioso ma eloquente alla forza trasfigurante della Carità, seminata da Dio e accolta con cuore integro da chi, come lei, sceglie di essere tutta Sua nel cuore del mondo.