Presso la sala Regina Mundi dell’edificio UISG, a Roma, si è svolta mercoledì 12 novembre l’Assemblea Generale Annuale della Commissione JPIC – USG&UISG, sul tema:
“Dilexi Te: “Ti ho amato – Rinnovare la missione JPIC attraverso l‘azione contemplativa e la testimonianza profetica”
Vi hanno partecipato 81 membri, religiosi e religiose di diverse Congregazioni e lingue. Sr. Angela Sartori, in occasione di questo evento, ha rappresentato il nostro Istituto, da tempo impegnato in questo specifico ambito apostolico e missionario. Attorno ai 10 tavoli di lavoro, riuniti secondo le 5 lingue (italiano, inglese, spagnolo, francese e portoghese), i partecipanti, Promotori e Coordinatori JPIC, in spirito di condivisione, hanno arricchito le riflessioni e offerto spunti significativi per indicare nuove direzioni nella missione JPIC, allo scopo di rafforzare l’impegno comune per la Giustizia, la Pace e l’Integrità del Creato.
“Ti ho amato”: “da questa dichiarazione d‘amore del Signore sgorga la carità, una forza che cambia la realtà, un‘autentica potenza storica di cambiamento, perché si tratta di ascoltare il grido di interi popoli, dei popoli più poveri della terra (DT 91)
Ascoltare il grido dei poveri e della terra, lasciandoci evangelizzare e convertire dall’Amore, è oggi una sfida e un’urgenza che coinvolge tutti. Ce lo ricorda il Doc. Capitolare 2022: “Nel terzo millennio, in un contesto globalizzato, come Istituto internazionale, ci sentiamo rivolgere una rinnovata chiamata a leggere i segni dei tempi alla luce delle sollecitazioni del documento d‘Istituto GPIC…Tocca il nostro cuore il grido dei pover che continua a crescere, il grido dei giovani sollecita la nostra cura, il grido della terra ci chiede una risposta urgente…” (v. p. 34)
L’Amore di Dio per noi e per tutti deve permeare ogni nostro ministero e tradursi in gesti quotidiani di bontà e compassione, perché: “l‘amore cristiano è profetico, compie miracoli, non ha limiti: è per l‘impossibile. L‘amore è soprattutto un modo di concepire la vita, un modo di viverla” (DT 120).
Ma noi amiamo veramente i poveri? Come li incontriamo? Il nostro amore “tocca la carne di Cristo”, la fame, la sete, il dolore, la solitudine dei poveri nei quali Egli anche oggi si identifica?