«Discepole e missionarie». Il saluto della madre generale

«Discepole e missionarie». Il saluto della madre generale

Mercoledì 4 aprile Annamaria Babbini, madre generale dell’istituto canossiano, ha aperto i lavori del Seminario internazionale “Viviamo l’oggi con passione”. Nel suo intervento introduttivo la madre generale ha dato il benvenuto alle sorelle recentemente entrate a far parte dei rinnovati Consigli Provinciali e di Delegazione, sottolineando le nuove responsabilità a cui sono chiamate: «Siete passate dall’attività circoscritta alle opere della vostra comunità a servire, seguire, accompagnare tutte le sorelle della vostra Provincia o Delegazione e Ministeri. Questo servizio vi permette di andare oltre la comunità da cui provenite e vi proietta verso orizzonti più ampi. Se prima il vostro luogo di profezia era la comunità e l’opera affidatavi, ora il luogo della vostra profezia è tutta la Provincia o Delegazione, dove siete chiamate a svolgere la vostra nuova missione. Questa chiamata comporta una nuova consapevolezza: Dio vi chiama a essere discepole-missionarie, parte integrante dell’energia evangelizzatrice della Chiesa».

È il Signore a prendere l’iniziativa, ha sottolineato la madre generale, è Lui a realizzare il suo progetto, un progetto aperto a cui siamo sempre chiamati a collaborare. Ma che cosa Dio desidera da noi? Ecco l’importanza fondamentale del discernimento per fare del «minimo istituto» canossiano lo spazio sacro e privilegiato scelto da Dio per dare continuità alla sua opera. Una sfida in cui il ruolo dell’autorità, che le sorelle elette ai Consigli Provinciali e di Delegazione esercitano, deve essere concepita e vissuta come servizio. Un servizio che per essere evangelico e carismatico va incarnato in uno stile dialogante, aperto all’ascolto, gentile, sereno, leale, capace di riconoscere i propri limiti e accettare quelli altrui. Il binomio indicato da Maddalena, insomma: carità e umiltà.

Un consiglio vivo, ha aggiunto ancora madre Annamaria Babbini, è un consiglio che ricerca, discerne, pianifica, decide, verifica. A partire dall’ascolto delle sorelle e della realtà, che è in continua evoluzione. Le Province e Delegazioni presentano situazioni differenti: alcune fiorenti, altre in ricerca, altre preoccupate, altre in crescita vigorosa e bisognose di accompagnamento. Il Seminario è allora l’occasione per mettere in comune le esperienze e imparare vicendevolmente.

L’istituto canossiano, presente nei cinque continenti, vive anche della ricchezza di queste differenze: «La diversità di culture, lingue, situazioni socio-economiche non ci separano, anzi arricchiscono e rafforzano la nostra fraternità. Anche oggi continuiamo ad attuare il desiderio della nostra fondatrice: Andare in tutto il mondo». Il Seminario di questi giorni, che dà avvio al nuovo triennio 2018-2021, e il cammino dei nuovi Consigli è l’incontro tra memoria e profezia: la memoria ha radici profonde, la profezia ha le ali.

Concludendo il suo intervento e affidando alla Vergine i lavori del Seminario, la madre generale ha tracciato tre piste per preparare il futuro con continuità e dinamicità: un cammino personale di fede che si incarna nella vita, comunità testimoniali, una ministerialità significativa.

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